Arte Fiera 2026: i cameo di Roberta Cacciatore, tra cianotipia e ceramica
C'è una settimana all'anno in cui Bologna si riempie di gente che guarda le cose con attenzione: quella di Arte Fiera. Per me, che vengo da Storia dell'Arte, è tornare a casa da un'altra porta.
Invitare un'artista a usare l'ovale come tela
Da tempo porto avanti un progetto: chiedere ad artiste visive di trattare l'ovale Gamberini come una tela. Ne escono cameo in edizione limitata, che puoi montare sulla tua borsa o tenere da parte e basta.
Roberta Cacciatore e la cianotipia
Quest'anno, per la notte bianca di Art City, ho ospitato in Via d'Azeglio Roberta Cacciatore. La sua ricerca parte dal corpo femminile e passa dalla cianotipia: una tecnica fotografica dell'Ottocento che si stampa con la luce del sole e restituisce un solo colore, il blu di Prussia.
Per Gamberini è partita dalla figura femminile e da quelle che chiama le sue lacrime di ceramica. Ha realizzato i cameo uno per uno, a mano: sulla stampa in cianotipia applica pezzi di ceramica, e la superficie smette di essere piatta.
Di quella serie non è rimasto niente.
L'arte fuori dalla teca
Un cameo si porta addosso e si cambia in dieci secondi. È il motivo per cui ho iniziato a chiedere alle artiste di lavorare su questo formato invece che su una tela: un'opera che esce di casa con te, e che alla sera si sfila e si mette da parte.
La notte bianca il negozio era pieno di gente che faceva domande. È il momento in cui questo mestiere mi torna più chiaro.