Le mani che creano Gamberini: Simone, Tania, Carlotta e la filiera che non si vede
Quando si parla di Made in Italy, è facile usarlo come etichetta. Io preferisco raccontarlo come geografia.
Simone e la pelle — San Mauro Pascoli
Le borse Gamberini nascono a San Mauro Pascoli, distretto storico della pelletteria d'eccellenza nella provincia di Forlì-Cesena. Lì lavora Simone, il mio artigiano di fiducia da anni.
Simone e il suo staff tagliano, cuciono e assemblano ogni borsa con precisione sartoriale. Non c'è produzione in serie, non c'è catena di montaggio. La pelle che usa viene dalle concerie toscane — selezionata per resistenza e morbidezza — e dalla concia di Arzignano, nel vicentino.
Tania e i tessuti — Altedo
I camei in tessuto sono realizzati ad Altedo, comune alle porte di Bologna. Tania lci fornisce tessuti di alta moda — materiali provenienti dalle collezioni delle grandi firme italiane. Ogni cameo è tagliato e applicato a mano nella cornice: non esistono due pezzi identici.
Quando compri un cameo TailorSuite Gamberini, compri un pezzo unico. Letteralmente irripetibile.
Carlotta e le cornici — Casalecchio di Reno
Le cornici ovali galvanizzate in oro che incastonano i camei vengono prodotte a Casalecchio di Reno, a pochi chilometri da Bologna. Carlotta sovrintende la produzione con una cura maniacale per spessori e finiture — la cornice deve essere esteticamente impeccabile e funzionalmente indistruttibile. Regge urti, graffi, agenti atmosferici.
Una filiera corta che si vede
San Mauro Pascoli, Altedo, Casalecchio di Reno. Tre luoghi nell'arco di pochi chilometri, tre persone con nome e cognome. Questa è la filiera di Gamberini Bag. Non un'etichetta — una mappa.