Dal primo prototipo al WHITE di Milano
Era il 2014.
Mesi di notti insonni, ricerca maniacale e prototipi scartati. Poi, finalmente, eccolo: il primo sistema a Cameo. Un’idea nata a Bologna che univa l’eccellenza della pelle a un’innovazione mai vista. Sapevo che funzionava, ma dovevo capire se il mercato era pronto.
L’azzardo: Il White Milano
Non cercavo una vetrina qualunque. Puntavo al WHITE, il cuore della moda contemporary internazionale. Decisi di partecipare al concorso per i nuovi designer emergenti: selezioni durissime, criteri di qualità altissimi.
L’attesa è stata estenuante, poi la notizia che ha cambiato tutto: avevo vinto lo stand. Il mio progetto era stato scelto per sfidare i grandi brand.
L’effetto "Wow"
Allestire lo spazio con il nome Gamberini in vista è stata un’emozione pura. Ma la vera magia è arrivata all’apertura delle porte. I buyer, abituati a vedere migliaia di prodotti tutti uguali, si fermavano: toccavano la pelle pregiata. testavano il "click" del Cameo intercambiabile, reagivano con lo stesso, identico stupore: "Wow!"
In pochi giorni sono arrivati i primi ordini internazionali. Il sistema Gamberini parlava un linguaggio universale.
Il salto nel vuoto
Quella fiera è stata il mio spartiacque. Sono tornata a Bologna con l’adrenalina a mille e una certezza: era il momento di buttarmi al 100%.
Gamberini Bag non era più solo un progetto parallelo, ma un brand di lusso artigianale pronto a volare. Da quel giorno, ogni nostra borsa porta con sé quell’energia: la promessa di un’eleganza senza confini.