Da una fibra cellulosica a Via D'Azeglio: 12 anni di borse Gamberini
Nel 2013 ho costruito una piccola clutch in fibra cellulosica. Si chiamava Zoje. Era insolita, sostenibile, lontanissima dalla pelle che sarebbe diventata il cuore del brand — ma era già pensata in ogni millimetro.
Da lì sono passati dodici anni. Ve li racconto.
2014 — Il debutto al WHITE di Milano
La prima vera collezione — Zoje, Bavoll e Maraveja — è stata presentata al WHITE di Milano come proposta emergente. Quegli stand, quei buyer internazionali, quell'aria elettrica mi hanno convinta: la visione aveva un mercato oltre Bologna.
2015 — La Night e Via D'Azeglio
Nasce la Night, la silhouette iconica che introduce il Cameo Exchange. È la borsa che ancora oggi riconoscete subito. In ottobre di quell'anno apro lo store monomarca in Via D'Azeglio 5/A — da allora è la mia casa.
2016-2019 — La famiglia cresce
Arrivano la Day, la Shopper, il Backpack, la Springa, la Little. Ogni anno un nuovo modello, ognuno con una ragione precisa. Nel 2018 apro i primi mercati internazionali — Russia e Los Angeles.
2020-2023 — La pandemia e la ripresa
Due anni difficili non fermano la creatività: nascono Lady, Sofy, Curly, Margherita, Half-Moon, Marlene, Ubertina, Jane. Il canale ecommerce cresce. Il brand resiste.
2024 — Il Leone di Bologna
Con il modello Luna celebro i dieci anni. Per la prima volta nella storia di Gamberini, l'ovale non ospita un cameo intercambiabile — ma un Leone in ottone dorato, ispirato alla Fontana del Nettuno. Un omaggio fisso e prezioso alla mia città.
2025 e oltre
Emilia, Allegra, e la Springa Peonia Camoscio per la linea wedding. Il brand continua a scriversi, un modello alla volta.