I want her

I Want Her
Come diceva Stefano, prima o poi, l’amore arriva.
Partendo da questa massima, spicciola ma assoluta, sono arrivata oggi a capire quanto è stata importante la formazione che ho avuto pagandomi gli studi maturi e quella che ho ricevuto a gratis dalla vita.
Tanto, prima o poi, le cose arrivano. Dipende sempre da quanto le si vuole, da quanto le si rincorre e da quella percentuale di fortuna, come diceva Arrigo, che ci viene in soccorso.
Mi ricordo molto bene il giorno in cui ebbi l’illuminazione.
Stavo lavorando da tempo ad un concept legato al mondo moda femminile, studiavo condividendo le mie ricerche con collaboratori e stagiste la storia legata all’accessorio borsa.
Volevo riuscire a conciliare i valori che mi stavano circondando:
arte e design, unicità e sostenibilità.
Volevo riuscire a dar loro chiave innovativa, derivandola dall’enorme bagaglio storico del made in Italy, un pò come vorrebbero riuscire a fare tutti quelli che fanno prodotto.
Innovare, innovare, innovare!! Ad un certo punto mi sembrava che tutto il mondo lo urlasse, che sentissi un telegiornale, leggessi un libro o parlassi con il vicino di casa, mi sembrava che tutti in coro avessero premura di non farmelo dimenticare, pure il cane di Tiziana.
La mission era chiara, dovevo riuscire a percepire come, cosa e perché e chissà quando!
Intanto mangiavo cavolo rosso e salmone, tanta acqua naturale e un bicchiere di vino a mandar giù.
Quel giorno ero distratta da impegni imminenti e persone da ascoltare.
Mi ricordo di quel Tom, veniva da NY, lo ospitavamo nel coworking in Bolognina.
Passava tutto il giorno nel seminterrato a lavorare per un’esposizione che avrebbe allestito pochi giorni dopo ad Arte Fiera. “Vestiva” lo stesso soggetto con molteplici stili, riuscendo a dare un senso di geniale unicità all’insieme, traducendo allo spettatore il concetto di less is more, volgendo uno sguardo artistico culturale alla sostenibilità, alla decrescita….e bla, bla, bla….geniale!
Ricordo l’up grade enorme del mio inconscio. Il mio conscio ad inseguire per mesi e mesi.
Si ritrovarono, come in un appuntamento romantico, solo quando riuscii ad avere i prototipi delle mie future quattro cinque borse. Capii immediatamente cosa mi sarebbe servito, finalmente avevo avuto anche quel famoso pizzico di fortuna, era il momento in cui capii di avere in mano una bomba…..sarei riuscita a non farmela scoppiare in mano? Sarei riuscita a non chiuderla in un cassetto per paura di non saperla lanciare?
“Tempo al tempo cinna!” disse mio zio correggendomi lo sterzo ad ogni curva veloce, “vedrai che ci riuscirai, studia, studia!”.
Oggi, dopo anni da quel momento di gioia immensa, sto ancora studiando, sto ancora imparando, certa di quello che sono riuscita a raggiungere e curiosa di sapere cosa incontrerò domani….e bla, bla, bla…….
Ma quello che mi fa veramente godere, seduta nel mio store, è sentire ogni volta:
“….geniale! La voglio”.

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