Free Ride

A volume mattutino i Chemical Brothers scandiscono il percorso verso la stazione, poche pedalate in discesa e Via Carracci mi sorride, saluto la bici, al binario 1 attendo Italo, direzione nord con un inedito look da profondo sud, ancora gluten free.
Riassetto il mood, la pianura al mio fianco scorre veloce.
Milano mi si presenta pronta all’uso con la sua regolare dinamicità in progress, cantieri e storia si confondono sullo sky line, riders e taxi si sorpassano educatamente in preferenziale, il tram disegna le sue traiettorie corte, io prendo la metro lunga e scendo a Porta Genova con la mia gonna corta.
È la settimana della moda, attesa quasi quanto il derby, chi la ama chi la odia, quelli che forse era meglio anni fa, quelli che la migliore deve ancora arrivare, ma per tutti è la moda.
Prima di tutto cappuccino e social, mi devo preparare, come ho fatto tutto l’anno, dress code e brand identity, con fake news, lovers & haters, influencer e new entry, loosers in promozione, vernissage & finissage a profusione.
Aria miracolosamente pulita oggi inondata di luce tersa, quasi nordica, accompagna il flusso multicolore, di base nero con picchi di fluo, acido e post punk, verso i luoghi di culto.
Grandi brand, stilisti di culto, designers e architetti, giornalisti, artisti e galleristi, freelancers, stars dello spettacolo e dello sport, personaggi e maschere, tutti verso il nuovo alla scoperta di quello che ancora non c’è, e io ci sono dentro.
Tre ragazze dai capelli color rame e punte oro, indossando total white, mi sorridono incontrando la stessa attrazione per il giovane diafano alto, magro, skin, dallo sguardo perso ma magnetico con un sorrisetto perdutamente seducente, intento a prendersi tutte le attenzioni degli scatti, a petto nudo tipo Sid, i suoi piercing tipo vip.
Nelle mie orecchie ora musica classica a volume sostenuto, volutamente sostenuto, sorseggiando h2o tipo naturale.
Mi lascio travolgere dal flusso e dai suoi eventi per tutto il pomeriggio fino a quando le mie gambe ed i miei occhi chiedono asilo, allora mi rifugio in un angolo aperitivo a piante foglia larga di luci soffuso, chiacchierando con Corinne, bartender brasiliana.
Sazia di tutto e di tutti ringrazio, saluto e torno a casa.
Allo specchio la mattina seguente mi accorgo di luce nuova dentro agli occhi, pettinandomi al contrario prendo la via del laboratorio senza esitazioni.
E mentre faccio colazione mixo nuovi talenti in collezione.

Lascia un commento

Si prega di notare che i commenti sono soggetti ad approvazione prima di essere pubblicati