Attenti la lupo!

Franco Lacca ha appena congedato Valeria consegnandola al suo appuntamento di metà pomeriggio con le amiche ridipinta di un biondo platino assassino ed un nuovo taglio anni 80 che potrebbe riaccendere i desideri di qualsivoglia arzillo settantenne.
Lei, soddisfatta, si è guardata riflessa negli specchi del salone e strizzandosi l’occhiolino ha spalancato la porta sorridente, fuori Andrea, di passaggio sul suo monopattino fiammante, ha rischiato il frontale con un furgoncino abbagliato dalla tinta platino riflessa al sole.
E’ la Bolognina, regala alla mia città un’interpretazione unica e romanzesca del quotidiano.
Dopo questa scena d’inclinazione felliniana sono arrivata in pedalata lenta in Via Ezio Cesarini dalla mia pusher di clip ed affini, dal volto diafano, sempre concisa e cordiale, sempre immersa nei suoi pensieri e ciappini.
A 50 metri, svoltando in Via Manin all’angolo con Via Erbosa, il bar Giulia ospita cortometraggi quotidiani di sagome da bar da tempi non sospetti.
Mi sono concessa una cedrata Tassoni per omaggiare quest’angolo prezioso, nel durante due ventenni scommettevano sulla velocità dei propri bolidi a due ruote, beati. Alla radio Lucio Dalla con attenti al lupo.
Inforcata la bici, tornando verso il centro, Aziz riordina la sua bottega lamentandosi con Alves a voce alta noncurante delle tre studentesse polacche in attesa di riscontro per riuscire a chiedere,  in un italiano zoppicante, la presenza di una lavanderia nei paraggi. Dopo cinque minuti sono uscite con una bibita, due banane e acqua naturale, nessuna ha capito le indicazioni di Aziz,  ma non fa niente.
Arrivata in prossimità del nuovo Comune ricevo la telefonata di una cliente, mi fermo e mi siedo sul prato inclinato di Liber Paradisus. Riesco a darle attenzione ma intanto vengo catturata dal formicolio di sbarbi in pieno delirio ormonale. Non riescono a stare fermi per più di 3 secondi e non riescono a non urlare per comunicare, conclusa la telefonata mi rialzo verso il centro. Sorpassata la stazione vengo scaldata dalla linea di smog dei viali, poi dritta in salita Via Indipendenza e sono in Piazza Maggiore, che bella San Petronio a metà, uno sguardo alla torre del Comune, controllo l’ora e mi sento felice.

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